Crea sito

Stavolta si parla di noci diverse, ma non solo per fare il “latte” vegetale – ma anche crema e formaggio

OK, lo so, sono caloriche. Stiamo parlando di 600/ 700 kcal per 100 grammi a seconda del tipo di noce, composti da circa l’8% di proteine e da circa 89% di grassi. Mica cotiche! E che si fa? Beh, iniziamo col dire che gli acidi grassi contenuti nelle noci sono insaturi e polinsaturi (omega 3) e tendono a favorire la riduzione del colesterolo cattivo (LDL). Le noci di tutti i tipi e anche le arachidi sono ricche di antiossidanti, sono toniche per il sistema nervoso e cardiovascolare e i loro benefici effetti sul sistema immunitario contrastano l’invecchiamento cellulare; contengono calcio, fosforo, magnesio e potassio e molto altro per la salute del cuore. Ottime per gli sportivi e come spezzafame. L’unico piccolo accorgimento suggerito è consumarle con moderazione, evitando di eccedere nel consumo.

No, le arachidi no – le arachidi tecnicamente sono legumi, ma hanno proprietà simili alle famiglia delle noci/frutta secca, incluse le calorie, purtroppo. Comunque sia, a casa mia non manca MAI uno o più barattoli di crema autoprodotta di noci secche – specie il cosiddetto burro di arachidi, la crema di pistacchi, di nocciole, di noci pecan che adoro, e a volte mista con le mandorle. Come dite? Che ci faccio? Bene, ora vi illumino.

Fate bene a presumere che, se l’ho scritto in un post, potete prendete per scontato che si impieghi pochissimo tempo a creare una crema di noci. Esatto! Chi ha voglia di passare le ore a spignattare? No, grazie! Qui è tutto abbastanza veloce e alla portata di chiunque, altrimenti nemmeno mi prenderei il disturbo di scrivere di qualsiasi argomento…

Passiamo ai fatti. Avete presente quando avete una fame che non ci vedete e non avete nulla di pronto? Ecco, basta mettere su acqua, aggiungere un pochino di sale dopo l’ebollizione, aggiungere circa 100 grammi di pasta a persona, lasciar cuocere al dente, scolare, prendere la stessa pentola, aggiungere mezzo cucchiaio di crema di noci di qualsiasi tipo, un pizzico di peperoncino in polvere o mezzo cucchiaino di nduja in vasetto se gradita, se proprio la volete cremosa magari un cucchiaino di formaggio tipo quark (Philadelphia per capirci) a persona, un po’ di acqua di cottura fino a creare una crema, rimettere in pentola la pasta, far saltare ancora un minuto con ancora un pochino di acqua di cottura (NON deve diventare secca), impiattare, aggiungere parmigiano e ringraziare tutti gli dei per aver creato una bontà come la frutta secca… Basta aggiungere al pasto 150/200 grammi di verdura, magari un boccone di formaggio oppure qualche noce e si ha un piatto bilanciato e un pasto completo.

Ecco qualche link per ordinare le noci di vario tipo se le volete recapitate a casa e di buona qualità:

E’ saggio avere sempre in frigo delle verdure già cotte, solo da scaldare. Suggerimenti in un altro post, ovvio. Ora passiamo al come si crea un barattolo di crema di noci. Basta avere un buon tritatutto/frullatore e il gioco è fatto. Io ne ho tre diversi, ma per questioni igieniche preferisco usare quello col contenitore di vetro, specie per le creme di noci. Eccone qui un paio di dimensioni diverse:

Passiamo ora parliamo finalmente del fantastico latte di noci. Li amo tutti, ma quello di nocciole è in assoluto il mio preferito, anche se me ne concedo poco, viste le calorie, sigh! Amo mangiarlo specie in estate con i cornflakes o con i fiocchi di grano saraceno. E amo alternarlo con il latte di soia per prepararmi il porridge, specie nei mesi più freddi.

LATTE DI NOCI SISTEMA A CRUDO (IL MIGLIORE) DAL SAPORE PIU’ DELICATO

Per creare il latte di nocciole, il mio preferito, per esempio, si può procedere in due modi.

Sistema numero uno, a crudo. Si procede inserendo 100/120 grammi di nocciole (o di mandorle o ciò che più si gradisce) in un contenitore cilindrico alto e stretto per frullatori ad immersione (chiamati anche becher), volendo si lasciano a mollo per 2/3 ore, si sciacquano bene, si rimettono nel becher con 1 litro di acqua filtrata o minerale, un pizzico di sale, si frullano bene con un frullatore ad immersione, si lascia riposare il tutto mezz’ora e si filtra attraverso un colino prima di imbottigliare in bottiglie preferibilmente di vetro, la cosa più igienica.

Oppure si usa un estrattore, soluzione più rapida e sana.

Metto qui dei link utili che aiutano questo procedimento:

Confesso però che i sacchetti per filtrare il latte vegetale, che siano noci o avena o altro, non mi entusiasmano in quanto, per quanto si possano far bollire, qui si annidano germi di ogni tipo mentre si asciugano tra un uso e l’altro. Io li ho usati per molto poco e usavo invece questo attrezzo, senza dubbio molto più efficiente e comodo se si preferisce un’alimentazione crudista, non si possiede un estrattore e si vuole evitare di cuocere le noci:

Chi ama la vita comoda, i sapori decisi e cerca sempre le soluzioni che facciano risparmiare tempo, può optare per il latte vegetale preparato dalla macchinetta Beanbaby (meglio controllare sul sito Aigostar) che ripresento qui, ma qualsiasi macchinetta che faccia le zuppe può andare bene allo scopo. Io preferisco la Beanbaby perché ha il programma per il latte di soia, ma se non interessa, aggiungo sotto anche un link per una normalissima macchinetta che fa le zuppe e quindi il latte di noci:

LATTE DI NOCCIOLE, ARACHIDI, MANDORLE, NOCI, PISTACCHI, ECCETERA LATTE VEGETALE CON COTTURA, A GUSTO INTENSO MA CON PROPRIETA’ RIDOTTE DALLA COTTURA

Ingredienti

120 grammi di frutta secca a propria scelta

1 litro e mezzo di acqua filtrata o minerale

1 pizzico di sale

1 cucchiaio di miele

SAPORI EXTRA: cannella o cacao da aggiungere dopo aver filtrato e aggiunto il miele

Ecco come si procede con la Beanbaby. Volendo si mette a mollo la frutta secca 2/3 ore, si sciacqua bene, si inserisce nel contenitore, si aggiunge un litro e mezzo di acqua filtrata o minerale, un pizzico di sale, si mette sul programma 1, quello per le vellutate, si accende e si va a fare altro o a riposare/leggere sul divano. Dopo circa 20 minuti si sente il tipico suono ripetuto che annuncia la fine del ciclo di cottura, si versa nel contenitore in dotazione montato con il filtro sopra che trattiene le noci ormai rese poltiglia, si separa il filtro dal contenitore, si aggiunge un cucchiaio di miele, si mescola e si imbottiglia in bottiglie di vetro con l’aiuto dell’imbuto. Così si ha latte per 3/4 giorni se si è soli. In famiglia dura molto meno e occorrerà farlo tutti i giorni. Volendo, prima di imbottigliarlo, si può decidere di insaporire il latte di noci con del cacao oppure della cannella. Regolarsi secondo gusto e mescolare quando il latte è ancora caldo, in modo da permettere lo scioglimento e garantire un sapore uniforme.

ATTENZIONE: La poltiglia di noci che resta nel colino si può usare per fare il pane, i biscotti oppure i cracker. NON BUTTATELA VIA! E’ ancora ottima!

Questo latte, come quello di soia già discusso nel precedente post, si può usare per fare tutto ciò per cui useremmo il latte di mucca. Ma non ha lattosio. E per quelli come me che hanno una certa intolleranza, è una manna dal cielo. Me lo concedo un paio di volte al mese per via delle calorie e faccio più spesso quello di soia con cui creo anche la ricottina. Ma si può fare anche con questo latte di noci fatto con il secondo sistema, cioè cotto, una specie di ricottina di noci, la cui ricetta è in un altro post.

Buon Appetito!

Pubblicato da Patrizia Trotta

Sono Astrologa, Consulente, Scrittrice e Formatrice con specializzazione in Psicologia Transpersonale, nonché Ricercatrice formata in Inghilterra: PhD Ed. – Dottore di Ricerca, in Scienza dell’Educazione (Transpersonale) * Master of Science in Consciousness and Transpersonal Psychology Bachelor of Science Honours in Psychology Amo molto mangiare e creare buon cibo semplice e sano, più diverse altre cose che abbracciano l’Autoproduzione, che fa parte delle tendenze future verso cui sembrano andare diverse persone che desiderano emanciparsi da un sistema soffocante che ci spinge a conformarci per un maggior controllo, ad un consumismo non ecosostenibile, nonché alla separazione tra uomo e natura e tra logica e intuizione invece di promuovere una sana integrazione ed una coscienza risvegliata. La mia area di ricerca preferita è quella relativa allo sviluppo del potenziale umano e la mia grande passione è l'Astrologia in quanto arte pratica. Difatti, ciò che chiarisco sul mio sito dedicato è che prevedere il futuro non è il modo migliore di usare o beneficiare dell’antica arte/disciplina astrologica. L’Astrologia serve bensì principalmente per capire e conoscere sé stessi e per fluire con i venti del cambiamento. Essa è una guida enormemente pratica che ci aiuta a capire quali sono le svolte che l’Anima ci presenta, quando e in quale direzione l’Anima sembra volere che la Psiche cresca.